Quota 100

REQUISITI

DOCUMENTAZIONE

REQUISITI

Ai fini del conseguimento della pensione Quota 100 è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente.

I soggetti possono richiedere la pensione Quota 100 se in possesso, nel periodo compreso tra il 2019 e il 2021, di un’età anagrafica non inferiore a 62 anni e di un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni.

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

DOCUMENTAZIONE

La documentazione necessaria per espletare la pratica è la seguente:

In caso di separazione bisogna inoltre allegare la sentenza.

E’ possibile richiedere le detrazioni in questa fase attraverso il modello MV 10

Congedo parentale/ Astensione facoltativa (figlio fino a 12 anni)

I genitori lavoratori dipendenti che lavorano, nei primi 12 anni di vita del bambino, hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per un periodo complessivo tra i due non superiore a 10 mesi, aumentabili a 11, fruibili anche contemporaneamente.

Il congedo parentale SI PRESENTA ONLINE ALMENO UN SETTIMANA PRIMA DELL’EVENTO e spetta:

  • alla madre lavoratrice dipendente, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi, trascorso quello previsto per l’astensione obbligatoria dopo il parto.
  • al padre lavoratore dipendente, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi, elevabile a 7 se egli si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi;
  • al genitore solo (padre o madre) lavoratore dipendente, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 10 mesi.

I lavoratori dipendenti genitori adottivi o affidatari hanno diritto al congedo parentale con le stesse modalità dei genitori naturali, ma fino al compimento della maggiore età del minore.

Lavoratrici autonome

Il congedo parentale per le lavoratrici autonome spetta alle artigiane,commercianti, coltivatrici dirette, mezzadre, colone e imprenditrici agricole a titolo principale, che siano madri naturali, per ogni bambino e per un periodo massimo di 3 mesi, anche frazionabile, da fruire entro il primo anno di vita del bambino stesso. Il padre lavoratore autonomo non ha diritto all’indennità per congedo parentale.

Le lavoratrici autonome madri affidatarie e adottive hanno diritto al congedo parentale per ciascun minore fino a 12 anni di età, per un periodo massimo di 3 mesi, da fruire nei primi 3 anni dalla data di ingresso del bambino nella famiglia e comunque non oltre i 15 anni di età. Lavoratrici parasubordinate.

Alle madri o ai padri, anche adottivi o affidatari, lavoratori a progetto e categorie assimilate (lavoratori a progetto, collaboratori coordinati e continuativi presso la P.A. e titolari di assegno di ricerca) iscritti alla gestione separata Inps, spetta una indennità per congedo parentale per ogni figlio nato o entrato in famiglia dal 1 gennaio 2007, per un periodo massimo di 3 mesi, anche frazionabile, entro il primo anno di vita del bambino.

L’indennità spetta al padre solo nei seguenti casi: morte o grave infermità della madre; abbandono del figlio da parte della madre; affidamento esclusivo del bambino al padre; adozione o affidamento non esclusivi, qualora la madre non ne faccia richiesta.

La documentazione da presentare è la seguente:

Bonus Asilo

Il bonus asilo nido viene erogato con cadenza mensile, parametrando l’importo massimo di 1.500 euro su 11 mensilità, per un importo massimo di 136,37 euro direttamente al genitore richiedente che ha sostenuto il pagamento, per ogni retta mensile pagata e documentata.
Il contributo mensile erogato dall’Istituto non può eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta.
Il premio asilo nido non è cumulabile con la detrazione prevista dall’articolo 2, comma 6, legge 22 dicembre 2008 (detrazioni fiscali frequenza asili nido), a prescindere dal numero di mensilità percepite.
Il bonus asilo nido non può essere fruito, inoltre, in mensilità coincidenti con quelle di fruizione dei benefici di cui all’articolo 1, commi 356 e 357, legge 11 dicembre 2016, n. 232 (cosiddetto bonus infanzia).

  • SI RICORDA CHE LE FATTURE DEVONO ESSERE INTESTATE AL GENITORE CHE PAGA CON BONIFICO
  • PER L’AUTOCERTIFICAZIONE DEI MESI RICHIEDENTI SI INTENDE I MESI CHE SI VOGLIONO PRENOTARE PER L’ANNO IN CORSO, PER OGNI ANNO IL MASSIMO DI MESI CHE SI POSSONO RICHIEDERE SONO 11.
  • PER I BIMBI NE NELL’ANNO IN CORSO COMPIONO I 3 ANNI IL MASSIMO DI MESI DA RICHIEDERE E IN BASE A COMPIMENTO DEI 3 ANNI.

La documentazione necessaria per ricevere il bonus asilo nido sono:

Inoltre eventuali fatture pagate e l’iscrizione

Maternità

Le madri lavoratrici attraverso la domanda di maternità possono richiedere i periodo a loro più congeniali attraverso la documentazione di seguito riportata

Chi ha diritto

Quanto spetta

Prima fase (prima del parto)

Seconda fase (post parto)

DECORRENZA E DURATA

Secondo quanto previsto dagli articoli 16 e seguenti del TU, il congedo di maternità inizia due mesi prima la data presunta del parto (salvo flessibilità). Il periodo di astensione può riguardare periodi di gestazione antecedente i due mesi qualora sia disposta l’interdizione anticipata su disposizione dell’Azienda Sanitaria Locale, se la gravidanza è a rischio, o della Direzione territoriale del lavoro se le mansioni sono incompatibili con la gravidanza.
Dopo il parto il congedo dura:
tre mesi (salvo flessibilità) e, in caso di parto avvenuto dopo la data presunta, i giorni compresi tra la data presunta ed effettiva;
tre mesi più i giorni non goduti, se il parto è anticipato rispetto alla data presunta (parto prematuro o precoce). Questo anche nel caso in cui la somma dei tre mesi successivi al parto e dei giorni compresi tra la data effettiva e quella presunta del parto supera il limite di cinque mesi;
l’intero periodo di interdizione prorogata disposto dalla Direzione territoriale del lavoro (per mansioni incompatibili con il puerperio).
La legge di bilancio per il 2019 ha introdotto, in alternativa alle consuete modalità di fruizione di cui all’articolo 16, comma 1, decreto legislativo 151/2001, la facoltà per le madri di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto, entro i cinque mesi successivi allo stesso, a condizione che il medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale, o con esso convenzionato, e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.
In caso di parto gemellare la durata del congedo di maternità non varia.
La data del parto è giorno a sé rispetto ai due mesi di ante partum e ai tre mesi post partum e, pertanto, tale giorno deve essere sempre aggiunto ai consueti cinque mesi di congedo di maternità.
Se il neonato è ricoverato in una struttura, pubblica o privata, la madre può sospendere anche parzialmente il congedo successivo al parto (articolo 16 bis, comma 1 del TU) e riprendere l’attività lavorativa. La madre usufruirà del periodo di congedo residuo a partire dalle dimissioni del bambino. Questo diritto può essere esercitato una sola volta per ogni figlio, solo se le condizioni di salute della madre sono compatibili con la ripresa dell’attività lavorativa (articolo 16 bis, comma 2 del TU) e accertate da attestazione medica.
In caso di adozione o affidamento, la sospensione del periodo di congedo di maternità per il ricovero del minore è prevista solo per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, sempre che sia stata ripresa l’attività lavorativa (articolo 26, comma 6 bis).
Gli iscritti alla Gestione Separata che intendano astenersi dall’attività lavorativa hanno facoltà di sospendere e rinviare i periodi di maternità/paternità secondo quanto disposto dall’articolo 16 bis del Testo Unico. Permane l’obbligo di attestazione del ricovero del minore e di attestazione medica che dichiari la compatibilità dello stato di salute della donna con la ripresa dell’attività lavorativa, nei confronti dei committenti, mentre verso l’Istituto sono tenuti alla sola comunicazione della data di inizio e fine del periodo di sospensione (circolare INPS 16 novembre 2018, n. 109).
In caso di interruzione di gravidanza dopo 180 giorni dall’inizio della gestazione o di decesso del bambino alla nascita o durante il congedo di maternità, la lavoratrice – dipendente o iscritta alla Gestione Separata – può astenersi dal lavoro per l’intero periodo di congedo di maternità, tranne se rinuncia alla facoltà di fruire del congedo di maternità (articolo 16, comma 1 bis del TU, modificato dal decreto legislativo 18 luglio 2011, n. 119).
Secondo quanto previsto dalla legge 4 maggio 1983, n. 184, per l’adozione o l’affidamento nazionale di minore il congedo di maternità spetta per cinque mesi a partire dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato prima dell’adozione.
Per leadozioni o gli affidamenti preadottivi internazionali, il congedo spetta per cinque mesi a partire dall’ingresso in Italia del minore adottato o affidato, con il periodo di congedo che può essere fruito anche parzialmente prima dell’ingresso in Italia del minore. Se l’affidamento non è preadottivo, il congedo spetta alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti per tre mesi, anche frazionato su cinque mesi, a partire dall’affidamento del minore. Tale congedo non spetta invece alle lavoratrici e ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata.
Per ulteriori approfondimenti si può consultare la circolare INPS 4 febbraio 2008, n. 16 che attua l’articolo 26 del TU.
Il congedo di paternità (regolato dagli articoli 28 e seguenti del TU) è riconosciuto quando si verificano eventi che riguardano la madre del bambino e spetta in caso di:
morte o grave infermità della madre. Il padre richiedente, all’atto della compilazione della domanda, indica gli estremi della madre e la data del decesso. La certificazione sanitaria di grave infermità va presentata in busta chiusa al centro medico legale dell’INPS, allo sportello o a mezzo raccomandata;
abbandono del figlio da parte della madre, da attestare con la compilazione online della dichiarazione di responsabilità;
affidamento esclusivo del figlio al padre (articolo 155 bis del codice civile), il quale comunica gli elementi identificativi del provvedimento indicando l’autorità giudiziaria, la sezione, il tipo e numero di provvedimento, la data di deposito in cancelleria. Tuttavia, per accelerare la definizione della domanda, il genitore può allegare copia conforme all’originale del provvedimento giudiziario.
In caso di adozione o affidamento di minori, oltre agli eventi sopra riportati, il congedo di paternità è fruibile dal padre a seguito della rinuncia totale o parziale della madre lavoratrice al congedo di maternità al quale ha diritto. La rinuncia si attesta con la compilazione online della dichiarazione di responsabilità.
Il congedo di paternità, che decorre dalla data in cui si verifica uno degli eventi sopra elencati, dura quanto il periodo di congedo di maternità non fruito dalla madre lavoratrice, anche se lavoratrice autonoma con diritto all’indennità prevista dall’articolo 66 del TU. Se la madre è non lavoratrice, il congedo di paternità termina dopo tre mesi dal parto.

In caso di ricovero del bambino in una struttura ospedaliera, il congedo di paternità può essere sospeso, anche parzialmente, fino alle dimissioni del bambino.
Per i padri la legge 28 giugno 2012, n. 92, ha inoltre introdotto in via sperimentale misure a sostegno della genitorialità che sono state prorogate anche per il 2019 dalla legge 145/2018  (legge di bilancio 2019) per il dettaglio delle quali si rinvia alla pagina relativa al Congedo papà.

CHI NE HA DIRITTO

  • Lavoratrici dipendenti
  • Lavoratrici autonome
  • Le lavoratrici iscritte alla Gestione separata sempre che non siano titolari di pensioni e non iscritte ad altre forme previdenziali.

QUANTO SPETTA

Durante i periodi di congedo di maternità (o paternità) la lavoratrice (o il lavoratore) ha diritto a percepire un’indennità pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera calcolata sulla base dell’ultimo periodo di paga precedente l’inizio del congedo di maternità, quindi, solitamente, l’ultimo mese di lavoro precedente il mese di inizio del congedo

Prima fase

La documentazione necessaria per presentare la domanda è:

  • Busta paga
  • Modello Sr 01 mat
  • Mandato e liberatoria
  • Documenti d’identità + Codice fiscale
  • Certificato telematico (qualora si faccia domanda dopo il 7° mese è necessario il certificato di flessibilità)

Mentre la documentazione facoltativa è:

  • Provvedimento Ast Ant Dpl
  • Certificato Flessibilità Ssn
  • Certificato Flessibilità Medico Aziendale

Seconda fase

La documentazione necessaria per la presentazione della domanda è costituita da:

NB: Qualora la prima fase non sia stata presentata da noi, la ricevuta della prima fase ed una busta paga.

Ricorso IO

La documentazione necessaria per presentare un ricorso o richiedere un riesame è:

  • Mandato firmato
  • Liberatoria
  • Documento d’identità + codice fiscale
  • ricorso firmato (caso IO)
  • documentazione probatoria (La lettera dell’INPS che dice che non ha accettato)
  • modello SR163
  • eventuali allegati (tipo certificati medici che attestano lo stato di salute della persona)

Assegno a se stesso (vedovanza)

E’ una prestazione a sostegno del reddito delle famiglie dei titolari di pensione  che abbiano un reddito complessivo al di sotto delle fasce stabilite ogni anno per legge, sulla base del numero e della tipologia dei componenti del nucleo. I limiti di reddito infatti sono diversi se nella famiglia è presente un minore, un inabile oppure un solo genitore.
Il titolare di pensione ai superstiti può chiedere l’ANF anche solo per se stesso, purché inabile oppure orfano minore.

Prima cosa, fare un OBIS-M per verificare se ha dirittto alla prestazione, o già lo percepisce.

Nela caso nell’OBIS-M sia presente la voce pensione di tipo so ma non l’assegno, allora richiedere alla persona il certificato SS3 che possiamo richiedere anche noi al medico (se la persona ci porta tutta la documentazione necessaria per fare il certificato) al costo di 40€.

Oltre a questo serve come sempre, mandato e privacy

E tutta la documentazione per una ricostituzione indicando per trattamento di famiglia

Ratei maturati e non riscossi

I ratei possono essere richiesti dagli eredi legittimi, qualora esistano altri eredi oltre a colui che presenta e sottoscrive la domanda, occorre che costoro rilascino a favore di quest ultimo una delega con firma autenticata a riscuotere i ratei maturati e non ancora riscossi oppure ognuno di essi può fare una richiesta autonoma.

ALLEGATI OBBLIGATORI:

ALLEGATI FACOLTATIVI :in caso di più eredi delega alla riscossione unica

  • Se la persona deceduta ha lasciato testamento occorre presentare una copia autenticata dello stesso.
  • Se tra gli eredi figurano minori occorre richiedere in tribunale apposito provvedimento del Giudice Tutelare che autorizza a riscuotere la quota minore.
  • Nel caso in cui uno o più eredi rinuncia alla propria quota di eredità occorre presentare apposito atto notarile di rinuncia in originale o copia autenticata.

Congedo parentale

Spetta ai lavoratori dipendenti (anche se con rapporto di lavoro part-time), quando la persona che lo richiede o per la quale sia richiesto si trovi in situazione di gravità riconosciuta dalla Commissione Medica Integrata e non sia ricoverata a tempo pieno.
Il richiedente non può fruire dei permessi retribuiti (L.104/92) e dei congedi straordinari ( L.388/2000) per gli stessi giorni; invece i permessi retribuiti possono essere cumulati nello stesso mese in cui si usufruisce del congedo straordinario.

Congedo parentale per Genitore

Per presentare questa domanda la documentazione necessaria è:

  • Modello SR86
  • Modello SR163
  • Mandato e Privacy
  • Documenti d’identità
  • Rispetto all’invalidità portare
    • Per la disabilità verbale asl/inps
    • Per la sindrome di down allegare certificato del medico di base corredata dal cariotipo
    • Per i grandi invalidi di guerra ed equiparati copia dell’attestato di pensione del decreto del ministero dell’economia e delle finanze
  • Cedolino di pensione

Congedo parentale per Coniuge

Per presentare questa domanda la documentazione necessaria è: